La sindrome dello spazzolino da denti – uma vida portuguesa #2

ImmaginePorto, ore 8,39 del mattino.
Apro gli occhi giusto all’atterraggio e sbadiglio mentre un reggimento di turisti italiani in tenuta caraibica guarda con terrore dai finestrini dell’aereo quel cielo di piombo. Mi dirigo rapida alla metro ed inizio il mio viaggio verso casa. E così penso alla difficoltà di termini, al concetto di “casa”. Rileggo giusto ora, varcata la soglia della mia casa portoghese, un messaggino arrivatomi ieri: “in quale delle tue case sei?”. Casa non basta più. Fai tutto un po’ meccanicamente, prendi mezzi pubblici, aerei, ti addormenti durante il viaggio e quando ti svegli e guardi giù e vedi dei rilievi pensi di essere quasi arrivata ad Orio e solo poi razionalizzi che stai sorvolando la penisola iberica verso Porto.
Il punto è questo, che sei confusa.
In fondo è tutta una questione di spazzolini da denti: se ne hai più di due dislocati in punti diversi del globo, fosse anche nella stessa città, sei esposto al rischio di contrarre la sindrome. Se poi sono in nazioni differenti sei epidemiologicamente un soggetto a gravissimo rischio. E non è soltanto una questione linguistica, che il massimo che ti può succedere è dire “obrigada” alla commessa dell’esselunga o parlare con fantasiosi neologismi la tua lingua madre.
Il punto è che non sei di nessun posto.
Io ho 3 spazzolini da denti. Se prima mi sentivo una persona senza radici, ora mi sento alata. Ho iniziato a parlare di “casa dei miei”, “casa di Matteo”, “casa portoghese”. Ho riflettuto sul fatto che non dico più “casa mia” perché è una dicitura che confonde anche me, figurati gli altri. Ho 3 spazzolini e non esistono gerarchie tra gli spazzolini, valgono tutti allo stesso modo ed ognuno ha un suo perché, una sua importanza. Perché se il tuo spazzolino da denti è lì che riposa sbilenco in quel bicchiere di quel bagno, vuol dire che quel bagno è anche un po’ tuo, che quella casa in un certo senso è un pochino tua.
E dunque ci vogliono 3 spazzolini per fare una Laura completa, spazzolini come pezzettini di sé sparpagliati e confusi ma con le setole al vento al profumo di mentolo.

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