°°Dream Responsibly°°

Ecco, io credo che i sogni abbiano una localizzazione precisa, che se la conosci puoi andare a prenderteli ogni volta che ne senti il bisogno, un po’ come la sezione della dispensa dedicata agli infusi.

E’ tutto lì, niente di più facile.

I sogni -e parlo perché io sono sempre andata a cercarli lì, più o meno come riconoscendo le piante ai cui piedi adorano crescere i porcini- si trovano giusto in quell’attimo tra l’aver pensato qualcosa di tremendamente bello che si vorrebbe accadesse e il momento  in cui quel qualcosa diventa reale. I sogni dunque si possono probabilmente collocare nell’arco di eventi che comprende il momento in cui mettiamo a fuoco quello che realmente vorremmo, valutiamo se è davvero possibile e se davvero vogliamo che accada e mettiamo a punto il piano di azione perché ciò succeda, fino alla sua effettiva realizzazione, se siamo fortunati o ci siamo dovutamente applicati, quasi sempre un buon miscuglio di entrambe le cose.

Facile.

Il rischio -se rischio si può definire- è quello così di procrastinare all’infinito la realizzazione dello stesso, il suo renderlo reale appunto e non più sogno. E sì allora, diventa un sogno eterno. A volte succede più o meno inconsapevolmente, altre volte è una consapevolissima scelta. Ci sono sogni che ci servono per far scivolare il piede fuori dalle coperte tutte le mattine, chiamale speranze, aspettative, obiettivi o semplicemente sogni necessari.

E la ricetta per la felicità sarebbe bella che servita, nella semplicità del continuo astrarre e procrastinare, se non fosse per una cosa.

I sogni alle volte ti fregano. Quando li lasci un po’ troppo lì, quando non li prendi troppo sul serio e non ti dedichi abbastanza a loro.

Ti fregano. Iniziano ad intrecciarsi a tutto quel sentire che è alla base del tuo procrastinare, si accrescono nutrendosi di tutte le paure e le insicurezze che spesso ti hanno fatto dire “andrà male, perché tentare?”, più o meno consapevolmente. Ti fregano, credimi. Si ingigantiscono mostruosamente, ti sorprendono nel cuore della notte, si avvolgono al tuo collo, si impossessano delle tue coronarie, giocando a stringere il tuo cuore che accelera e accelera. E’ come un cane cresciuto con un pessimo padrone a cui poi non riesci a dare la colpa se dovesse mordere qualcuno, incluso il padrone.  L’essere padrone dei propri sogni prevede immaginazione e dedizione quotidiana, lasciando correre il cuore per la felice ansia dell’attesa e non per le coronarie ostruite da cumuli di sogni stropicciati. Lotta per il tuo sogno, perché ogni tuo giorno includa sempre anche solo una piccola parte dedicata alla sua realizzazione, prenditi cura di lui.

Sogna responsabilmente, Lau’. Che diamine.

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Una risposta a °°Dream Responsibly°°

  1. Cecilia ha detto:

    Sogna, che non sai quando cercheranno di strapparteli in brandelli quei sogni.
    Sogna, che più ti tieni in esercizio più non riusciranno a farli a pezzi neanche quando faranno a pezzi te.
    Sogna che è bello sognare, Laù. Le mie braccia sono qui per prteggerti se fa troppo male.

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