°°Respirar o Silêncio°°

Quella volta lo percepì distintamente.  Il fiatone, lo zaino sulle spalle, la moneta che cade, la bibita fredda tra le dita gelate a contrasto con le guance rosse ed accaldate. Si fermò a respirare e a bere e lì lo percepì, lo percepì distintamente. Stava scappando.
Aprì il libro per tentare di confondere i pensieri e raggirarli, riannodarli in quella intricata matassa che da una vita si portava appresso e le strattonava le caviglie. Leggeva la stessa maledettissima frase almeno un paio di volte e le parole si duplicavano in un’eco distratto.
Fugir, fugir..
Seguiva il filo di quei pensieri perversi, anche non volendo, ed ogni volta che arrivava ad un nodo le si fermava in gola e tratteneva a stento le lacrime.
Si odiava, Veronika si odiava. Era stanca di quel vociare confuso. Nei suoi momenti peggiori si sarebbe strappata le orecchie per non sentirsi e spesso non trovava rimedio migliore che annegare quei fottuti pensieri che le graffiavano sadicamente l’anima.
Sentiva un bisogno infinito di una carezza, in silenzio, senza parole, senza spiegazioni, senza perché. Voleva soltanto che qualcuno, chiunque, le accarezzasse quell’anima insensatamente accartocciata, più deforme  di una foglia arida. E se si concentrava riusciva persino a sentirlo il rumore dell’anima che rotolava sulla strada tra piedi incuranti ed ignari.

Veronika pensava mentre la mente si svuotava pian piano di reale ed i suoi passi si muovevano da soli, senza una meta, uno davanti all’altro, senza volontà. L’Oceano portava un profumo di acerba primavera, frizzante sulle gote ancora accaldate. Chiudeva gli occhi Veronika, tratteneva tra le ciglia il vociare sgraziato dei gabbiani mentre i capelli si mischiavano a fili d’erba e petali di camelie appena sfiorite.
Respira il silenzio, Veronika. Respira.
Percepì che quella dell’Oceano in quel preciso istante era la carezza più sincera ed affettuosa che potesse ricevere, una carezza silenziosa, che non le chiedeva nulla, che non la giudicava e, al medesimo tempo, non provava pena o pietà per lei.

I suoi passi ripresero a seguirsi, uno dopo l’altro, la mente riannodò i pensieri e percepì il peso dello zaino che le graffiava le spalle. Il sole giocava a ramare i suoi capelli e il suo passo accelerava seguendo l’onda ormai trottante dei suoi respiri.
Il silenzio, Veronika, respira il silenzio.

 

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3 risposte a °°Respirar o Silêncio°°

  1. il mio blog ha detto:

    Ciao Laura, è sempre bello leggere i tuoi racconti!
    Un racconto un po triste ma fa capire lo stato ,forse, di molte adolescenti confuse ancora da quello che è meglio per loro….cosa seguire.

    a presto 🙂

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