°°Sole°°

Le ballerine bagnate, sporche di terra e foglie ed un intenso turbinio di profumi, muschio dapprima e poi odor di lieviti, di pelle, di pioggia, di vaniglia. Veloce, sempre più veloce, un ritmo scandito dal rullante del cuore che segue ritmi esotici di cui nemmeno lui ha nota l’origine. Finché non arriva la mattina in cui, di risveglio dal sogno, le scarpe si sono asciugate ed il respiro, fermatosi all’altezza del cuore, ne ottunde il suono, ne rallenta il ritmo, sempre più simile al ticchettio insistente di una pendola.

No, non è vero che il reale non esiste.

Esiste la scalinata e quell’albero che disegna una grotta verde, esiste la pioggia tra i capelli e l’amaro della birra che t’accarezza la lingua. Il resto è sogno e lo si trattiene solo chiudendo gli occhi. E quando i piedi scivolano nelle ballerine e non le senti più bagnate, in quel momento riapri gli occhi e t’accorgi che il cielo ha smesso di piovere.

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