sembrava che dormisse….

Con il permesso di Pinu, copio dal suo blog uno splendido intervento perché con bellissime parole riesce a descrivere una tenera esperienza di amore e solidarietà. Potrò infatti dedicare infiniti post alla pratica della vivisezione, potrò tentare di convincervi in tutti i modi ad adottare i piccoli reduci di questa barbarie, potrò infine dirvi come tutto questo si può in qualche modo limitare. Questo post rende tutto con semplicità, arriva al cuore con discreta dolcezza. Permettetemi di condividerlo con voi. Topini, criceti, ratti, conigli, gerbilli cercano una casa definitiva e finalmente tranquilla. Scrivi a 4thR@icare-worldwide.org per regalare loro una vita davvero degna di essere vissuta.
 
 
Ho fatto quasi duecento kilometri tra andata e ritorno per andarle a prendere. Alla fermata della metro di S. Donato Milanese sembrava un incontro tra spie. Io scendevo dalla macchina e la ragazza usciva dal sottopassaggio. Una scatola tra le mani. Le hai portate? Le chiesi. Sì certo rispose. E ci fu un sorriso da parte di entrambe. Un breve scambio di informazioni e io ripartivo con il mio carico prezioso. La ragazza di Agire Ora mi aveva consegnato 4 topi femmina salvati dai laboratori e le chiamai  Margot, Matilde, Lucinda, Morgana. Sembravano uguali ma ben presto mi resi conto che non lo erano affatto. Matilde, una fifona che ancora adesso scappa quando apro la gabbia, longilinea e scattante ma tanto timida. Morgana, il suo opposto: una vera esploratrice, coraggiosa e curiosa è la prima ad esplorare scatole e rotoli di cartone che inserisco come gioco, instancabile sulla ruota che condivide con Lucinda. Lucinda è una topolina molto ‘per bene’, equilibrata nei suoi atteggiamenti non si distingue per avere un carattere particolare, è una vera signorina. Margot era molto socievole con me, mi annusava le dita, alzava la testa e le zampine  per sentire la mia voce. Amava sentire quando la chiamavo, era la prima ad uscire dall’igloo di plastica che usano come letto. Si lasciava accarezzare la schiena e sentiva il bisogno di contatto. Al suo arrivo Margot presentava un pelo arruffato e non liscio come le sue tre amiche, ansimava tanto che pensai al peggio. Ma si riprese, passammo mesi fantastici, la sua socievolezza era davvero notevole. Inutile dire che Margot era la mia preferita. Poi ultimamente nel  giro di due giorni le si formò una ‘palla’ in prossimità della sua zampina sinistra. Fondamentalmente sono un’ottimista.. un ascesso.. una bella cura antibiotica e.. tutto si risolve. Pronto Dottore? Sì vengo da lei.. visita anche i topi vero? Mi presentai dal veterinario con Margot. Il quale ovviamente non mi derise. Mi disse.. è un tumore molto vascolarizzato, inoperabile. Sai.. i topi dei laboratori poverini.. sono molto soggetti ai tumori per tutta una serie di motivi, e me li elencò. Uscii  e mi scendevano le lacrime mentre guidavo. Mi tornavano in mente le sue ultime parole.. fintanto che mangia.. lasciamo perdere.. poi se vuoi le faccio un’iniezione. E Margot mangiava eccome! Era la prima ad uscire nonostante la ‘palla’ che le creava qualche difficoltà di movimento, era sempre la prima pronta al saluto, alzava il musino, mi annusava le dita, e si lasciava accarezzare. Margot ha mangiato fino all’altro ieri. Ieri sera tornata dal lavoro come sempre prendo la loro grande casa di plexiglas la adagio sul tavolo e le chiamo. Uscirono dall’igloo Morgana, Lucinda e Matilde. Il mio cuore comincio’ ad accellerare. Margot! Margot! La chiamavo come sempre, la mia Margot. Ma lei non uscì. Presi l’igloo e delicatamente feci uscire l’ovatta. Sembrava che dormisse.  La presi con molta cura e l’adagiai sotto l’ulivo. Con una piccola pala feci un buco proprio lì sotto. La seppellii coperta da un fazzoletto di carta, non volevo che la terra offendesse la mia Margot. Ora riposa sotto l’ulivo. Uscii con i cani dopo, per la solita passeggiata serale. Sembrava tutto normale. Invece appena entrata in camera da letto cominciai a piangere di una tristezza così profonda e così reale che anche adesso mentre scrivo mi scendono le lacrime. Queste creature sono nate dalla mente dell’uomo per portare sollievo ai nostri malanni, questo almeno ci raccontano. Sono numeri, nei laboratori via una ne arrivano dieci. Io non la penso così. Margot era speciale e me ne resi conto fin da subito. Ogni essere vivente è unico e speciale, una farfalla, un cane, un topo. Ovunque tu sia Margot ti voglio bene..
topino_01
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Una risposta a sembrava che dormisse….

  1. αgиєѕє тнє вєѕт ha detto:

    ciao…..sono agata……
    sonoun coniglio    vero…..il mio nome completo è "agata melchionda spinelli cicio"!!!!!!!!la mia famglia e composta da:
    i miei genitori mio fratello quasimodo e 3 mie sorelle "anastasia agnese e diletta"…….. 

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